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La Dott.ssa Bonfiglio Arianna nell’Albo d’Oro dei Biologi Nutrizionisti

set 29, 2017   //   by ariannabonfiglio   //   Attività e Servizi  //  Commenti disabilitati
Dott.ssa Bonfiglio Arianna, Nutrizionista | Albo d'Oro Biologi Nutrizionisti

Nel 2010 la Dieta Mediterranea è stata dichiarata patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Da un punto di vista scientifico, il modello nutrizionale della Dieta Mediterranea vanta numerosissime pubblicazioni internazionali che ne riconoscono il ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, metaboliche e cronico degenerative, nonché l’efficacia anche nella prevenzione secondaria cardiovascolare. Inoltre, è stato dimostrato che è l’unico modello nutrizionale in grado di aiutare le persone a migliorare il proprio stato di salute.

Recentemente il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Biologi ha istituito un Albo D’Oro dei Biologi Nutrizionisti per il professionista che sia in possesso di determinati requisiti e che si adoperi per la promozione dell’alimentazione e dello stile di vita legati alla Dieta Mediterranea.

Una commissione di esperti nominata dall’Ordine Nazionale dei Biologi ha inserito la Dott.ssa Bonfiglio Arianna, Nutrizionista con una Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione, nell’Albo D’Oro dei Biologi Nutrizionisti per il suo impegno a costruire e consolidare la sua Professione, ispirandola ai principi scientifici del modello nutrizionale mediterraneo.

The Eatwell Plate: tipi di alimenti e proporzioni per una dieta sana ed equilibrata

gen 31, 2014   //   by ariannabonfiglio   //   Blog, Consigli, Guide  //  Commenti disabilitati

“The Eatwell Plate” (alla lettera ”Il piatto del mangiar bene”) rende più facile da capire una sana alimentazione, dando una rappresentazione visiva dei tipi e delle proporzioni degli alimenti necessari per una dieta sana ed equilibrata.

“The Eatwell Plate” si basa sui cinque gruppi alimentari :
- pane, riso, patate, pasta e altri alimenti amidacei;
- frutta e verdura
- latte e latticini
- carne, pesce, uova, fagioli ecc…
- alimenti e bevande ricchi di grassi e/o zuccheri

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Per chi è adatto “The Eatwell Plate”?
“The Eatwell Plate” è adatto alla maggior parte delle persone, sia per quelle normopeso che per quelle in sovrappeso. E’ adatto anche ai vegetariani. Tuttavia, non si applica ai bambini sotto i due anni d’età perché hanno esigenze diverse.

Per chiunque sia invece sotto controllo medico o abbia esigenze dietetiche particolari, è consigliato un consulto con il proprio medico di famiglia, o con un Nutrizionista, per valutare se “The Eatwell Plate” sia adatto.

Perché usare “The Eatwell Plate” come modello per una sana alimentazione ?
“The Eatwell Plate” è una rappresentazione visiva di come i diversi alimenti contribuiscono a una dieta sana ed equilibrata. Il modello è stato ampiamente testato sia con i consumatori che presso gli operatori sanitari.

La dimensione dei segmenti per ciascuno dei gruppi alimentari è coerente con le raccomandazioni del governo per una dieta che fornisca tutti i nutrienti necessari per un adulto sano o un bambino (di età superiore a due).

“The Eatwell Plate” non vuole rappresentare il necessario equilibrio per ogni pasto o per un determinato lasso di tempo ma piuttosto rappresenta il bilancio complessivo di una dieta sana.

Fonte: Food Standards Agency

La Stevia: dolcificante naturale, 300 volte piu’ dolce dello zucchero

nov 12, 2013   //   by ariannabonfiglio   //   Consigli, Guide  //  Commenti disabilitati

stevia

La pianta Stevia, utilizzata per secoli dagli indigeni del Sud America, ha recentemente conquistato l’onore delle cronache. La Stevia contiene un dolcificante naturale chiamato stevioside (glucoside dello steviolo) che è fino a 300 volte più dolce dello zucchero senza però fornire calorie.

Sul mercato sono disponibili un gran numero di dolcificanti in grado di dare un sapore dolce, senza però fornire l’energia che deriva dallo zucchero. Tra questo grosso gruppo di composti troviamo dolcificanti che vengono definiti intensi come l’aspartame, l’acesulfame potassico, la saccarina e lo steviolo che hanno un sapore centinaia di volte più dolce dello zucchero stesso.

Dato che per dolcificare sono necessarie solo piccolissime quantità, il loro apporto energetico è spesso trascurabile se paragonato allo zucchero. A differenza degli altri dolcificanti intensi, lo steviolo ha un ulteriore attrattiva, ossia derivare interamente da una pianta, proprio come lo zucchero.

Qui sotto alcuni esempi di edulcoranti ipocalorici.

Nome                  Potere dolcificante in confronto al saccarosio
Acesulfame K (E950)   150-200      volte superiore
Aspartame (E951)      150-200      volte superiore
Ciclammato (E952)     30-50        volte superiore
Saccarina (E954)      300-400      volte superiore
Stevia (E960)         200-300      volte superiore
Sucralosio (E955)     400-600      volte superiore

Ulteriori informazioni su eufic.org

METTIAMO A TAVOLA I COLORI. Come nutrire al meglio il tuo bambino

ott 16, 2013   //   by ariannabonfiglio   //   Attività e Servizi, Blog  //  Commenti disabilitati

Dedicato a tutte le mamme, aperto anche ai bambini! Un evento creato su misura per voi in collaborazione con la boutique ‘L’Armadio Verde’ di Busto Arsizio (VA): il tema dell’incontro sarà “METTIAMO A TAVOLA I COLORI. Come nutrire al meglio il tuo bambino“.

L’incontro, che si terrà sabato 26 ottobre 2013 (dalle ore 10:00 alle ore 12:00), è GRATUITO mentre è obbligatoria la prenotazione. Io e Raffaella Reguzzoni (L’Armadio Verde) vi aspettiamo!

Per info: tel. 0331-1740335 / e-mail busto@armadioverde.it

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Guida alla scelta dei materiali per la cottura degli alimenti

ott 10, 2013   //   by ariannabonfiglio   //   Blog, Consigli, Guide  //  Commenti disabilitati

Strumenti e metodi di cottura, opportunamente combinati, permettono di poter “amalgamare” sapientemente saperi e sapori per dare vita ad un’alimentazione gustosa, sicura e salutare adatta a grandi e piccini. I materiali con cui sono realizzati pentole, tegami e utensili che utilizziamo ai fornelli hanno caratteristiche diverse che si prestano ad usi differenti.

Qui sotto puoi scaricare un’utile guida, semplice, chiara e completa con tutte le informazioni su tutti i tipi di materiali da cottura in commercio: alluminio, alluminio con rivestimento antiaderente o in ceramica, acciaio, acciaio con rivestimento antiaderente, rame, ferro, terracotta, porcellana, ghisa, pietra ollare, vetro, silicone.

Per ulteriori informazioni, scarica la Guida alla scelta dei materiali per la cottura degli alimenti

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fonte: ANDID (Associazione Nazionale Dietisti), con il patrocinio del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Firenze.

Senso di fame: cosa lo regola. Uno studio del CNR

set 30, 2013   //   by ariannabonfiglio   //   Blog, Guide  //  Commenti disabilitati

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L’obesità è una vera e propria malattia classificata come ‘cronica’: in Europa interessa 150 milioni di adulti e la sua incidenza è in costante aumento. E può facilitare l’insorgere di altre gravi patologie quali il diabete o l’ipertensione, malattie cardiovascolari, stati d’ansia e persino tumori.

Secondo un recente studio dell’Endocannabinoid Research Group (Erg) dell’Istituto di cibernetica ‘Eduardo Caianiello’ (Icib) e dell’Istituto di chimica biomolecolare (Icb) del Cnr di Pozzuoli la condizione di obesità è accompagnata da un’alterazione delle connessioni sinaptiche del sistema nervoso che interessano in particolare i neuroni ‘orexinergici’, responsabili della regolazione dell’appetito e del sonno. Comprendere i meccanismi alla base di queste alterazioni può quindi avere importanti ricadute applicative per lo sviluppo di nuovi farmaci contro l’obesità.

La ricerca è stata pubblicata sui ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’: “Il senso di fame o, viceversa, quello di sazietà sono regolati da specifici ormoni quali l’orexina – un ormone che spinge il corpo a mangiare e in generale ad assumere comportamenti legati alla ricerca di cibo – e la leptina, che invece comunica al cervello che l’apporto di cibo è stato sufficiente”, spiegano Luigia Cristinodell’Icib-Cnr e Vincenzo Di Marzo dell’Icb-Cnr, autori della ricerca. “Quello che accade nei soggetti obesi, tuttavia, è che il tessuto adiposo in eccesso produce quantità maggiori di leptina, fino al punto che il cervello sviluppa una vera e propria ‘resistenza’ a essa, fenomeno alla base del circolo vizioso per cui si continua a mangiare, e si ingrassa perché la comunicazione tra periferia e cervello è interrotta”.

Oggetto dello studio, condotto in collaborazione con neuroscienziati dell’università di Verona, è stato in particolare quello di comprendere le alterazioni dei meccanismi di controllo dei neuroni contenenti orexina, esplorando le basi del sistema endocannabinoide dell’ipotalamo, che regola la trasmissione dei segnali di controllo dell’appetito. “Abbiamo confrontato l’attività dei neuroni che producono orexina in topi normopeso e obesi, rilevando che, in questi ultimi, si attiva maggiormente un particolare recettore cannabinoide che provoca un incremento del rilascio di orexina”, proseguono i ricercatori. L’aumento dei livelli dell’ormone sarebbe una delle conseguenze della resistenza alla leptina, e concorrerebbe all’aumento dell’appetito, del peso corporeo e ad alcune disfunzioni ormonali tipiche dell’obesità.

Lo studio apre interessanti prospettive farmacologiche: gli autori hanno infatti dimostrato che anche determinate patologie legate all’obesità quali ipertensione, cardiopatie, ansia e insonnia intermittente possono essere contrastate bloccando selettivamente i recettori dell’orexina.

Fonte: Vincenzo Di Marzo, Istituto di chimica biomolecolare, Pozzuoli – Luigia Cristino, Istituto di cibernetica “Edoardo Caianiello”, Pozzuoli.

Per saperne di più: almanacco.cnr.it | pnas.org

Estate, i consigli per una corretta alimentazione in vacanza

lug 17, 2013   //   by ariannabonfiglio   //   Consigli  //  Commenti disabilitati

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Dieci utili consigli sull’alimentazione, facili da ricordare e semplici da seguire, al mare e in montagna, al lago o in città. Scarica la guida del Ministero della Salute, portala sempre con te e vivi bene la tua estate, dal punto di vista nutrizionale!

Il Ministero ha messo a punto 10 preziosi consigli per un’alimentazione corretta e sicura in un periodo generalmente accompagnato da maggior tempo libero, con abitudini alimentari diverse rispetto al resto dell’anno: maggior numero di pasti fuori casa e minore attenzione agli apporti nutrizionali.

L’alimentazione moderna può comportare lo squilibrio fra un aumentato carico di calorie e una ridotta assunzione di nutrienti necessari al buon funzionamento dell’organismo. Cibi e bevande di indubbia attrazione gustativa sono spesso ricchi di calorie ma poveri di nutrienti. Queste “calorie vuote” dovrebbero essere attentamente valutate, in quanto non possono essere smaltite solo attraverso una maggiore attività fisica e possono provocare, a medio e lungo termine effetti sfavorevoli.

In questo senso vanno particolarmente tutelati gli anziani e i bambini, le cui abitudini sono più difficili poi da correggere.

I DIECI CONSIGLI IN SINTESI

  • Rispettare quotidianamente il numero e gli orari dei pasti, soprattutto la prima colazione, che deve essere privilegiata rispetto agli altri pasti;
  • Aumentare il consumo di frutta e verdura di stagione e yogurt;
  • Preparare i piatti con fantasia, variando gli alimenti anche nei colori;
  • Moderare il consumo di piatti elaborati e ricchi di grassi;
  • Privilegiare cibi freschi, facilmente digeribili e ricchi in acqua e completare il pasto con la frutta;
  • Consumare un gelato o un frullato può essere un’alternativa al pasto di metà giornata;
  • Evitare pasti completi con primo, secondo e contorno quando, durante soggiorni in albergo o in viaggio, è più facile che si consumi al ristorante sia il pranzo che la cena;
  • Consumare poco sale e preferire sale iodato;
  • Rispettare le modalità di conservazione degli alimenti;
  • Bere almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno.

Scarica la GUIDA completa

Cinque pasti e mangiare con calma aiuta a non ingrassare

giu 5, 2013   //   by ariannabonfiglio   //   Consigli  //  Commenti disabilitati

Tre italiani su quattro dedicano poco tempo a colazione, pranzo e cena. Lo rivela un sondaggio condotto dall’Osservatorio Nestlé-Fondazione ADI dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica secondo cui il tempo dedicato ai tre pasti principali è addirittura la metà di quello necessario.

I minuti da dedicare a colazione dovrebbero essere circa 30, mentre per pranzo e cena i tempo speso dovrebbe essere circa il doppio. Il 75% degli italiani però, al mattino, si sofferma a mangiare per meno di 15 minuti, il 50% a mezzogiorno non va oltre la mezz’ora e il 20% non supera il quarto d’ora.

Giuseppe Fatati, presidente della Fondazione ADI, ha osservato: “L’indagine è stata condotta sugli adulti in età lavorativa, per cui è chiaro che per molti la pausa pranzo è forzatamente breve e ci si rilassa un po’ di più solo per cena. Il guaio è che colazione e pranzo trangugiati in fretta non saziano, così si rischia di arrivare a sera affamati, peggiorando ulteriormente la situazione: una cena pesante, magari a tarda ora e ingurgitata a tempo record, rende la digestione difficile in un momento in cui si ha bisogno di stare leggeri per favorire un riposo tranquillo. Dormire poco e male peraltro “sballa” l’equilibrio degli ormoni coinvolti nella regolazione dell’appetito, come grelina e leptina, e porta a mangiare di più il giorno dopo: un circolo vizioso da cui può diventare difficile uscire, favorendo l’aumento di peso”.

Scorrendo i dati dello studio si evince che chi è sovrappeso è ancora più rapido nel consumare i pasti a tavola.

Come poter allora conciliare in qualche modo la mancanza di tempo a tavola con un’alimentazione che non porti ad ingrassare?
La risposta è semplice, ed è la “regola” dei cinque pasti: colazione, pranzo, cena a cui si devono aggiungere anche uno spuntino leggero al mattino e un altro a metà pomeriggio. Aiuta a ridurre la fame quando ci si siede a tavola e non a caso la “regola” è più seguita e consigliata da chi non ha problemi di linea. E per spuntino si intende per esempio un frutto, uno yogurt magro che servono da “spezzafame”, che sazino ma che, allo stesso tempo, siano sani e poco calorici.

Dott.ssa Arianna Bonfiglio
Nutrizionista, Specilista in Scienze dell’Alimentazione

La corretta alimentazione che accompagna lo studio

mag 28, 2013   //   by ariannabonfiglio   //   Consigli, Guide  //  Commenti disabilitati

“Note prima degli esami”, la guida alla maturità de il Corriere dell’Università Job, con i consigli della Dott.ssa Arianna Bonfiglio per una corretta alimentazione durante intensi periodi di studio.

La giornata alimentare tipo dovrebbe comprendere 5 pasti: colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda e cena. Questo per fornire al proprio organismo tutto ciò di cui ha bisogno: carboidrati, proteine, zuccheri, vitamine, minerali e grassi nelle corrette quantità. Sarebbe meglio evitare “abbuffate” oppure digiuni, piatti elaborati e i cosiddetti ‘junk food’.

Comincia così l’intervista alla Dott.ssa Bonfiglio che trovate sull’utile Guida alla Maturità 2013. La pubblicazione si può scaricare gratuitamente sul sito corriereuniv.it oppure cliccando sull’immagine della cover qui sotto.

Hanna parlato della guida:
- La Stampa
- Corriere Università
- DireGiovani

Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti

apr 11, 2013   //   by ariannabonfiglio   //   Consigli, Guide  //  Commenti disabilitati

Gli zuccheri sono una fonte di energia molto importante ma sul loro consumo è fondamentale fare qualche precisazione.

Lo zucchero di cui abbiamo bisogno e a volte anche di più, lo prendiamo dalla frutta, dal latte e da molti altri alimenti, soprattutto se consumiamo anche bibite dolci e succhi.

Quando “vogliamo qualcosa di dolce”, meglio allora scegliere prodotti da forno senza creme (biscotti, fette biscottate), che hanno meno zucchero e più amido e fibra. Oltre alle creme, anche le marmellatele e il miele contengono molto zucchero e bisogna consumarne piccole quantità, proprio come le caramelle e tutti i dolcetti, compresi quelli dolcificati con edulcoranti.

Infine, il consumo dei sostituti dello zucchero (cioè i dolcificanti, in polvere, liquidi o in pasticche) è indispensabile solo per chi ha il diabete, mentre per tutti gli altri non lo è, nemmeno quando si vuole dimagrire. L’uso di questi edulcoranti non permette, infatti, di ridurre il peso corporeo se non si diminuisce la quantità totale di calorie e non si aumenta l’attività fisica.

FALSE CREDENZE SUGLI ZUCCHERI:

  • Non è vero che il consumo di zuccheri provochi disturbi nel comportamento del bambino. Approfonditi studi hanno smentito l’ipotesi che lo zucchero (saccarosio) provochi alterazioni del comportamento, quali iperattività. Inoltre, il consumo dello zucchero non ha influenza sulle capacità di apprendimento;
  • Non è vero che il valore calorico e le caratteristiche nutritive dello zucchero grezzo siano diverse da quelle dello zucchero bianco. Lo zucchero grezzo (che si ricava sia dalla canna da zucchero che dalla barbabietola) è semplicemente uno zucchero non totalmente raffinato: le differenze di colore e sapore dipendono dalla presenza di piccole quantità di residui vegetali (melassa) che non vantano particolari significati nutrizionali;
  • Non è vero che i succhi di frutta “senza zuccheri aggiunti” siano privi di zuccheri. Contengono comunque gli zuccheri naturali della frutta – saccarosio, fruttosio e glucosio – nella misura dell’8-10% e quindi forniscono circa 70 kcal per bicchiere (200cc);
  • Le caramelle “senza zucchero”, in quanto dolcificate con polialcoli (sorbitolo, xilitolo, e maltitolo), inducono un effetto lassativo nell’adulto quando il loro consumo supera 20 g/giorno, pari a circa 10 caramelle;
  • Non è vero che i prodotti “light” o “senza zucchero” non facciano ingrassare e quindi possano essere consumati liberamente. Molti di questi prodotti apportano calorie anche in notevole quantità. Leggi attentamente l’etichetta nutrizionale e ricordati che l’uso di questi alimenti induce un falso senso di sicurezza che porta a consumare quantità eccessive sia degli alimenti “light” che degli alimenti normali.

COME COMPORTARSI:

  • Modera il consumo di alimenti e bevande dolci nella giornata, per non superare la quantità di zuccheri consentita;
  • Tra i dolci preferisci i prodotti da forno della tradizione italiana, che contengono meno grasso e zucchero e più amido, come ad esempio biscotti, torte non farcite, ecc;
  • Utilizza in quantità controllata i prodotti dolci da spalmare sul pane o sulle fette biscottate (quali marmellate, confetture di frutta, miele e creme).
  • Limita il consumo di prodotti che contengono molto saccarosio, e specialmente di quelli che si attaccano ai denti, come caramelle morbide, torroni, ecc. Lavati comunque i denti dopo il loro consumo;
  • Se vuoi consumare alimenti e bevande dolci ipocalorici dolcificati con edulcoranti sostitutivi, leggi sull’etichetta il tipo di edulcorante usato e le avvertenze da seguire.

Per ulteriori informazioni, scarica la guida completa dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione).

- fonte: INRAN / SINU.it -

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