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Senso di fame: cosa lo regola. Uno studio del CNR

set 30, 2013   //   by ariannabonfiglio   //   Blog, Guide  //  Commenti disabilitati

sensodifame

L’obesità è una vera e propria malattia classificata come ‘cronica’: in Europa interessa 150 milioni di adulti e la sua incidenza è in costante aumento. E può facilitare l’insorgere di altre gravi patologie quali il diabete o l’ipertensione, malattie cardiovascolari, stati d’ansia e persino tumori.

Secondo un recente studio dell’Endocannabinoid Research Group (Erg) dell’Istituto di cibernetica ‘Eduardo Caianiello’ (Icib) e dell’Istituto di chimica biomolecolare (Icb) del Cnr di Pozzuoli la condizione di obesità è accompagnata da un’alterazione delle connessioni sinaptiche del sistema nervoso che interessano in particolare i neuroni ‘orexinergici’, responsabili della regolazione dell’appetito e del sonno. Comprendere i meccanismi alla base di queste alterazioni può quindi avere importanti ricadute applicative per lo sviluppo di nuovi farmaci contro l’obesità.

La ricerca è stata pubblicata sui ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’: “Il senso di fame o, viceversa, quello di sazietà sono regolati da specifici ormoni quali l’orexina – un ormone che spinge il corpo a mangiare e in generale ad assumere comportamenti legati alla ricerca di cibo – e la leptina, che invece comunica al cervello che l’apporto di cibo è stato sufficiente”, spiegano Luigia Cristinodell’Icib-Cnr e Vincenzo Di Marzo dell’Icb-Cnr, autori della ricerca. “Quello che accade nei soggetti obesi, tuttavia, è che il tessuto adiposo in eccesso produce quantità maggiori di leptina, fino al punto che il cervello sviluppa una vera e propria ‘resistenza’ a essa, fenomeno alla base del circolo vizioso per cui si continua a mangiare, e si ingrassa perché la comunicazione tra periferia e cervello è interrotta”.

Oggetto dello studio, condotto in collaborazione con neuroscienziati dell’università di Verona, è stato in particolare quello di comprendere le alterazioni dei meccanismi di controllo dei neuroni contenenti orexina, esplorando le basi del sistema endocannabinoide dell’ipotalamo, che regola la trasmissione dei segnali di controllo dell’appetito. “Abbiamo confrontato l’attività dei neuroni che producono orexina in topi normopeso e obesi, rilevando che, in questi ultimi, si attiva maggiormente un particolare recettore cannabinoide che provoca un incremento del rilascio di orexina”, proseguono i ricercatori. L’aumento dei livelli dell’ormone sarebbe una delle conseguenze della resistenza alla leptina, e concorrerebbe all’aumento dell’appetito, del peso corporeo e ad alcune disfunzioni ormonali tipiche dell’obesità.

Lo studio apre interessanti prospettive farmacologiche: gli autori hanno infatti dimostrato che anche determinate patologie legate all’obesità quali ipertensione, cardiopatie, ansia e insonnia intermittente possono essere contrastate bloccando selettivamente i recettori dell’orexina.

Fonte: Vincenzo Di Marzo, Istituto di chimica biomolecolare, Pozzuoli – Luigia Cristino, Istituto di cibernetica “Edoardo Caianiello”, Pozzuoli.

Per saperne di più: almanacco.cnr.it | pnas.org

Sovrappeso e obesita’ sono un vero e proprio rischio per la salute

giu 25, 2013   //   by ariannabonfiglio   //   Consigli, Guide  //  Commenti disabilitati

Il sovrappeso e l’obesità non sono un problema puramente “estetico” ma un vero e proprio rischio per la salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato il peso corporeo utilizzando l’Indice di Massa Corporea (IMC), meglio conosciuto come Body Mass Index (BMI).

L’indice di massa corporea (IMC) è un indicatore, facile da calcolare, che permette di conoscere il proprio rischio di patologie associate all’eccesso di peso.

Per calcolare il vostro IMC, occorrono solamente due grandezze: il vostro peso (in Kg) e la vostra altezza (in metri). La formula prevede il rapporto tra il peso e l’altezza al quadrato, ovvero altezza (x) altezza. Qui sotto un semplice esempio per una persona con un peso di 60kg e altezza pari 1,65m.

IMC = 60 / (1,65)2 = 22,0

Una volta calcolato il vostro indice di massa corporea, potete confrontare il valore con la tabella qui sotto riportata e individuare il vostro “stato”. Con un indice inferiore a 18,5 si è in una situazione di sottopeso, con valori compresi tra 18,5 e 24,9 normopeso mentre tra 25 e 29,9 la situazione è di sovrappeso. Per valori superiori a 30 si hanno tre stati di obesità: Obesità lieve (1a classe 30-34,9), Obesità moderata (2a classe 35-39,9) e Obesità grave (3a classe >40).

bmi

I valori di riferimento sono calcolati considerando come normopeso la fascia di popolazione risultata a minor rischio di sviluppo di malattie, per cui il peso corporeo sia riconosciuto come fattore di rischio. Tra le principali patologie legate al sovrappeso troviamo le malattie cardiovascolari, il diabete, l’ipertensione, l’osteoartrosi, alcune neoplasie. I soggetti classificati come sottopeso sono invece maggiormente a rischio di osteoporosi, fratture, aritmie cardiache.

L’IMC valuta la proporzione altezza/peso, ma non analizza la percentuale di massa grassa e massa magra dell’individuo. La percentuale di massa grassa e massa magra può essere misurata attraverso strumenti specifici quali la plicometria e l’impedenziometria.

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